mancano

al 12 ottobre 2016

“Caro László Nemes, Il suo film Il figlio di Saul è un mostro. Un mostro necessario, coerente, benefico, innocente. Il risultato di una scommessa estetica e narrativa straordinariamente rischiosa. (...) Senza dubbio la Shoah è, irriducibilmente, un “buco nero dentro di noi”. Ma ciò, invece di fornirci risposte definitive, non fa che aprire tutta una serie di questioni irrisolte. Innanzitutto la questione – estetica ed etica, psichica e politica – relativa al che fare di fronte a questo “buco nero”, con questo “buco nero”. Che fare, effettivamente? Lasciare che il “buco nero” ci mini dall’interno, silenziosamente, assolutamente? Oppure tentare di tornarci sopra, di guardarlo, quindi di metterlo in luce, di farlo uscire dal nero?”

Georges Didi-Huberman

László NemesLászló Nemes nasce a Budapest nel 1977 e si trasferisce presto a Parigi, dove studia storia, relazioni internazionali e sceneggiatura. Entra nel cinema come assistente alla regia in Ungheria, lavorando per due anni anche con Béla Tarr, mentre inizia a dirigere dei cortometraggi che ottengono un grande successo in molti festival internazionali: With a Little Patience (2007), presentato alla Mostra di Venezia e candidato agli EFA, The Counterpart (2008), in anteprima al Gijon International Film Festival, e The Gentleman Takes His Leave (2010), che fa incetta di premi in patria. Dopo essersi trasferito a New York per studiare regia, torna in Francia e poi in Ungheria dove, grazie a una borsa di studio della Cinéfondation del Festival di Cannes e a finanziamenti dell’Hungarian Film Fund, sviluppa con Clara Royer la sceneggiatura de Il figlio di Saul. Nel 2012 entrambi continuano a lavorare sul copione del film per 7 mesi al Jerusalem International Film Lab. Il figlio di Saul segna infine l’esordio al lungometraggio di Nemes e, grazie al Gran Premio della Giuria a Cannes e a una trionfale accoglienza di pubblico e critica, lo impone da subito come uno dei più importanti autori della sua generazione. Attualmente è impegnato nella lavorazione di Sunset, dramma al femminile ambientato nella Budapest del 1913.

 

 

 

SABATO 14 OTTOBRE 

ore 16.00
Fabbrica del Cinema - P.zza sergio Usai, snc - Grande Miniera di Serbariu
Masterclass

ore 21.00 
Cine-Teatro Centrale - P.zza Roma
Proiezione de Il figlio di Saul 
(Ungheria, 2015, 107’)

Saul Ausländer (Géza Röhrig) fa parte dei Sonderkommando di Auschwitz, i gruppi di ebrei costretti dai nazisti ad assisterli nello sterminio degli altri prigionieri. Mentre lavora in uno dei forni crematori, Saul scopre il cadavere di un ragazzo in cui crede di riconoscere suo figlio. Tenterà allora l’impossibile: salvare le spoglie e trovare un rabbino per seppellirlo. Ma per farlo dovrà voltare le spalle ai propri compagni e ai loro piani di ribellione e di fuga.

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