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al 12 ottobre 2016

Uno sguardo alla terra: prime immagini in anteprima del film di Peter Marcias sulla figura di Fiorenzo Serra
EVENTI SPECIALI
Domenica 16 ottobre ore 18.30 Cine-Teatro Centrale

Uno sguardo alla terraUno sguardo alla terra racconta la Sardegna attraverso il glorioso vecchio cinema documentario, il “padre” del “cinema del reale” di oggi. Peter Marcias, giovane regista oristanese da tanti anni a Roma, dirigerà un’opera cinematografica partendo dalle “immagini” di Fiorenzo Serra, uno dei più grandi documentaristi italiani del dopoguerra. L’ultimo pugno di terra, il suo capolavoro assoluto, che ha raccontato il cambiamento italiano ed europeo, verrà analizzato, sventrato, discusso da grandi nomi della cinematografia internazionale. Prodotto da Capetown Film in collaborazione con Società Umanitaria Cineteca Sarda, sarà realizzato in questi mesi in Sardegna.

Al termine della presentazione il festival ospiterà l’anteprima regionale dell’ultimo cortometraggio di Marcias, Il mio cane si chiama vento.

Il capolavoro: L’ultimo pugno di terra

L’ultimo pugno di terra di Fiorenzo Serra vede la luce nella prima metà degli anni Sessanta. Il suo caso è emblematico nella storia della cinematografia, e non solo perché viene considerato uno dei più importanti documenti audiovisivi realizzati nell’isola. L’opera era stata finanziata per sostenere il primo Piano di Rinascita della Sardegna: il passaggio da un’economia arretrata a forte impronta agro-pastorale ad una più moderna, contraddistinta dai primi tentativi di industrializzazione. Il film fu proiettato in anteprima per la Giunta regionale nel 1964. Due anni dopo vinse un premio speciale al Festival dei Popoli di Firenze. Ma, contrariamente a quanto si è creduto a lungo, non si tratta ‘esattamente’ dello stesso film. Anzi sono due pellicole distinte, in alcune parti profondamente discordanti. La prima versione - quella che visionarono il presidente della Regione Corrias e i suoi assessori - non uscì infatti per decenni dagli archivi regionali. Solo in tempi più recenti, dopo una complicata ricerca d’archivio, la Cineteca Sarda e la Regione Sardegna hanno svelato il mistero, acquisendo ulteriori versioni del film, ben quattro, tutte con lo stesso titolo: un cortometraggio di pochi minuti e tre lungometraggi diversi nei titoli di testa, nella lunghezza e nel parlato, con scene cambiate, aggiunte, tagliate. Il negativo del film fu spezzettato per mano dello stesso autore, che ne ricavò una nuova versione e dei brevi documentari. La straordinaria versione restaurata, curata dalla Cineteca Sarda e dalla Cineteca di Bologna, ci restituisce finalmente il film del regista.

Fiorenzo Serra, nato a Porto Torres nel 1921, studia Scienze Naturali all’Università di Firenze. Appassionato di cinema, in quegli anni scrive soggetti e sceneggiature per il Cineguf di Firenze e gira una pellicola a soggetto, La barca sul fiume, di ispirazione ‘pre-neorealista’. Dopo una breve parentesi come assistente universitario a Pisa, rientra in Sardegna per dedicarsi all’attività cinematografica. Dal 1948 al 1984 gira sessantasei film, spesso in collaborazione con la Regione Sardegna, in gran parte dedicati alla cultura tradizionale sarda. Il suo lavoro di documentarista gli vale numerosi riconoscimenti - tra i quali un premio speciale al Festival dei Popoli del 1966 per L’ultimo pugno di terra - e una vasta circuitazione delle sue opere all’estero, negli istituti di cultura, nelle rassegne di antropologia visuale e nelle sale cinematografiche. Autonomo dalle strutture produttive del cinema professionale, Fiorenzo Serra, a partire dagli ’60, alterna l’attività di regista a quella di preside dell’Istituto d’Arte di Nuoro e poi di Alghero. Muore nella sua casa di Sassari il 28 settembre 2005. Le sue opere (tutte realizzate in pellicola) sono custodite a Cagliari presso la Cineteca Sarda. 

Il mio cane si chiama Vento

Il mio cane si chiama vento  di Peter Marcias (Italia, 2016, 10’)
Andrea ha sei anni e ha perso da poco il suo cane, sepolto nel giardino di casa, l'unica in tutto il quartiere ad avere una turbina eolica per generare energia elettrica. Sua madre lo incita a rinnovare il suo amore con un altro cane, ma il bambino è triste e non intende tradire il suo cane defunto. Quando la maestra spiega che i combustibili fossili sono destinati a finire, Andrea ha un’idea brillante: generare energia inesauribile come il suo amore e grazie al suo amore.

Peter MarcìasPeter Marcias (Oristano, 1977) si è diplomato in regia, vive e lavora a Roma. Ha realizzato numerosi spot, documentari e cortometraggi presentati nei festival nazionali e internazionali. Le sue opere testimoniano un forte interesse per un cinema legato a tematiche sociali e politiche. Nel 2006 il suo esordio nelle sale con il film collettivo Bambini (episodio Sono Alice) è in concorso al Taipei Golden Horse Film Festival, Giffoni, Istanbul e São Paulo. Ha diretto la docu-fiction Ma la spagna non era cattolica? (2007) che ha partecipato in concorso al Festival Internazionale GLBT di Torino, Giornate di Cinema Omosessuale di Venezia, Festival di Madrid, Buenos Aires, Valladolid, e il film Un attimo sospesi (2008) è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale di Cinema di São Paulo ed è uscito nei cinema Italiani. Nel 2010 il suo film documentario Liliana Cavani, una donna nel cinema è stato presentato alle Giornate degli Autori, nell’ambito della 67° Mostra di Venezia, al Festival di Mosca, ed è stato candidato ai Nastri D’argento 2011. I bambini della sua vita, del 2011, è stato in concorso al 12° Festival Europeo, unico italiano, ha ottenuto il Globo D’Oro per la migliore attrice a Piera Degli Esposti e la nominations al Ciak D’Oro. Il film Dimmi che destino avrò (2012) è stato presentato al 30° Torino Film Festival. Tutte le storie di Piera (2013) il suo nuovo documentario lungometraggio, sulla figura della grande attrice Piera Degli Esposti, è stato presentato al 31° Torino Film Festival vincendo il premio Maria Adriana Prolo. Il SNGC ha conferito al film il Nastro D’Argento speciale 2014. Nell’autunno 2015 è uscito nelle sale il suo ultimo film, La nostra quarantena, che ha debuttato alla 51° Mostra Internazionale del Nuovo cinema di Pesaro ed è stato finalista ai Nastri D’Argento nella categoria docufilm 2016. Ha completato il suo nuovo film Silenzi e parole che sarà distribuito nelle sale a febbraio 2017.

 

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